Dove e come nasce il tennis a Bovegno

Finalisti del doppio, anno 1937.

Finalisti del doppio, anno 1937.

Gli albori

Intorno agli anni trenta, l'amministrazione comunale di Bovegno decise di acquistare la località che allora si chiamava Piana e di trasformarla in pineta. Contemporaneamente, l'azienda autonoma di soggiorno e cura di Bovegno e Collio - per iniziativa del sig. Piero della Torre, industriale, e del dott. Gustavo Brentana, farmacista e podestà decise di costruire il primo campo da tennis che prese a funzionare nel 1936 come dopo lavoro.

Sin dall'ora e fino al 1943 si organizzarono i primi tornei per villeggianti e per non classificati. Nel 1944/1945 il campo fu occupato dai tedeschi per installarvi dei mortai e farne campo di esercitazioni belliche.

Dopo la liberazione, nel 1946 e 1947 fu trasformato in campo da football. Nel 1947, con la nascita del Circolo sportivo bovegnese che si occupava soprattutto di sci e di tennis, fu ricostruito il campo e iniziarono i tornei per giocatori di terza categoria.

Intorno agli anni 1950, l'azienda autonoma di soggiorno e di cura di Bovegno e Collio costruì il secondo campo da tennis e, con la collaborazione del comune, gli spogliatoi. Contemporaneamente si organizzarono i tornei nazionali per giocatori di seconda e terza categoria, che hanno sempre attirato un attentissimo ed affezionato pubblico.

All'inizio degli anni sessanta, il tennis bovegnese attraversò una piccola crisi ma nel 1961, con la fondazione del tennis club Bovegno, l'attività riprese a pieno ritmo, senza più interrompersi.

 

Una finale degli anni 80

Una finale degli anni 80

Dopo la prematura scomparsa del dott. Ernesto della Torre, il prestigioso torneo bovegnese fu intitolato alla memoria dell'indimenticabile medico-tennista con la prima edizione proprio nel 1966.

Nel 1988, l'amministrazione comunale per volontà dell'allora sindaco Egidio Tanghetti realizzò e mise a disposizione del tennis lo chalet, a tutt'oggi funzionante.

Chi era Ernesto della Torre

Così scriveva anni fa dell'amico Ernesto il compianto giornalista Egidio Lazzari.

Fece dono di se stesso, ogni giorno nel bene, per la vita degli altri, con il gesto dei semplici, con il cuore degli umili. Con queste brevi righe, sull'immaginetta-ricordo volli fissare alcuni tratti che caratterizzavano la personalità dell'amico dott. Ernesto Della Torre (classe 1927) che prematuramente scomparve il 20 giugno 1966. Ma ben più lungo avrebbe dovuto essere il profilo dello scomparso, tanto egli seppe dividere con gli altri, partecipando sempre con caldo cuore alle vicende degli amici che gli vollero bene e che egli ricambiò con la sua estroversa e sorridente generosità: una misura davvero esemplare e irripetibile del rapporto umano.

 

Dottor Ernesto della Torre.

Dottor Ernesto della Torre.

Laureatosi a Pavia il 29 Luglio 1958, prestò subito servizio all'ospedale dei bambini di Brescia ed in seguito all'ospedale civile. Alternava l'attività di odontoiatra a quella di libero professionista, non disdegnando supplire, se necessario,i colleghi condotti della nostra e delle province limitrofe, si ammalò quando era interino nel consorzio di Tavernole-Marmentino.

Prese in mano la racchetta all'età di nove anni quando in Bovegno fu costruito il primo campo da tennis, conquistò presto la coppa triennale d'argento posta in palio dalla locale azienda autonoma di soggiorno. Fu varie volte campione regionale lombardo di terza categoria. Varie volte fu finalista ai campionati di terza categoria: memorabile la finale giocata a Milano contro Orlando Sirola che lo superò dopo una tiratissima competizione e solo di stretta misura.

Fu cinque volte campione provinciale a Pavia. Fu anche campione provinciale a Brescia e numerose volte finalista e semifinalista nella coppa Facchinetti.

Già medico vinse un campionato nazionale, riservato ai medici, conquistando l'ambitissima racchetta d'oro.

Giovialissimo di carattere, socievole di natura, amante della musica e del bello, sempre d'una generosità d'animo veramente degna di emulazione. Lo attesta il numero imponente di amici che ancora oggi lo rimpiangono.

Dall'archivio storico del torneo riproponiamo una lettera immaginaria scrittaci da lassù dall'amico dott. Ernesto Della Torre:

Cari amici organizzatori del mio torneo, vi scorgo vivere una vita difficile. Nel presente, il farsi ricordare è diventato impresa ardua.
Guardando dall'alto a voi che nuotate il tour de force della quotidianità è evidente che c'è sempre meno spazio per gli altri. Sono finiti i tempi dove anche le piccolezze diventavano occasione per comunicare. La nostra valle era proprio di tutti e tutti eravamo noi. Non era importante il vestito o il surplus in tasca. Le porte si aprivano ed era festa. Nello stare insieme serale e notturno ero concausa della malattia di pazienti ai quali avrei prescritto riposo il giorno dopo.
Erano tempi che la visita fiscale la faceva il datore e compagno di lavoro. Non c'era distinzione tra chi dava e chi riceveva paga.
Bastava poco per passare una giornata serena, avendo il verde dei prati quale palestra. La schiettezza era l'arma di cui tutti eravamo dotati e che non lasciava strascichi nei rapporti.
Quante volte abbiamo tirato l'alba per trovarci d'accordo su pensieri che la gioventù faceva correre in diverse direzioni.
A quel tempo le panchine del parco pineta, le stelle e la brezza notturna erano la nostra casa.
Questo è quello che aleggia mescolato al profumo di ciclamini che scende dai prati magri per una settimana mentre gli alteti del tennis picchiano le palline dell'Ernesto Della Torre.
Amici vi sento vicini. Con il torneo fate rivivere un breve momento di felicità che è comune e che per un attimo ferma il tempo alla nostra giovinezza di tanti anni fà.

Vostro Ernesto

Le direzioni passate

1934
il circolo inizia a funzionare nell'anno 1936 come dopo lavoro diretto dal dott. Gustavo Brentana
1947
Circolo sportivo bovegnese, presidente Pietro della Torre
1961
Tennis club Bovegno, presidente Ernesto della Torre ed in sucessione Gian Battista Tanghetti, Rocco Mentasti, Gian Battista Facchini, Carlo Della Torre e Pierfranco Tanghetti.

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